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nomade e precario

Il giudice spietato

marco • 27 ottobre 2008 - 01:43
In Italiano • Sull'amore • Sulla vita e sulla morte — Tags: , , ,

L’ha lasciata sola in un angolo dopo averla allontanata bruscamente. Ora gira libero e perso, fuggendo dalla solitudine di colui che è incapace di sentire. È solo, allo sbando, lui e la sua pietra. Sisifo d’amore, debole e fiero della sua intima abilità, egocentrico rapace, arido inseminatore di terre fertili, cieco conquistatore d’immagini riflesse in costellazioni di specchi, immemore si muove di vita in vita, essendo di ciascuna una storia, di sé stesso mille menzogne.

Ombra

marco • 20 ottobre 2008 - 00:16
In Italiano • Io o lui • Sulla vita e sulla morte — Tags: , ,

Rifletto ombra o forse dell’ombra sono riflesso? Narciso delle tenebre, mi accompagna sfoggiando parrucca e ali d’angelo. Ne evito lo sguardo riflesso e nell’oscura voragine che mi divide la celo con timore. Vorrei potertela presentare, darle un nome e una dimensione, ma non posso. Vorrei poterla sacrificare in tuo onore, farne una veste, uno scialle, un paio di scarpe, ma mi è impossible. Mi piacerebbe poterla appendere fuori dalla finestra a scacciare spiriti e fantasmi, o lasciarla sventolare al vento sul tetto di casa, come una bandiera pirata. Ma anche questo lo sai, non è possibile.
Tutto questo parlare d’ombra, questa docile e serena rinuncia, nient’altro è che un grato omaggio alla mia oscura consorte. L’ombra che riposa senza sonno, che durante il giorno quieta mi accompagna e che nella notte s’immerge e divora, è lei la protagonista della luce che illumina le mie giornate e a cui devo essere grato per il profondo chiaroscuro della mia esistenza.

Il piccione con il cappello

marco • 18 ottobre 2008 - 01:07
In Italiano • Realtà — Tags: , ,

Nel mio mondo figure si dividono stupidità e maleficio a favore dei restanti. Si spartiscono il piatto più ricco, data di scadenza sbiadita consunta dimenticata. A destra, un apparente mezzo secolo di donna incede lentamente. E’ un piccione, grigio e ondeggiante piccione dal silenzio equivoco di un cappello di velluto rosso. Osserva giusto il corridoio fronte a sé, un corridoio della larghezza di dodici centimetri che si chiude a imbuto seguendo il suo stesso dispiegarsi in ingannevole prospettiva. Non s’accorge che il suo ingombro, delimitato a sinistra da un sacchetto di plastica sorretto ondeggiante esso stesso e a destra dal gomito, angolato a condurre la mano in tasca, si infila senza pena nel corridoio visivo suo percorso. Non s’accorge perché accorgersene? Della larghezza della cassa toracica o del vuoto tra la nuca e la cima del cappello non si chiede né tantomeno si pensa. È, in quanto fragile armatura aperta sul fronte, dall’occhio sempre dritto nello stesso posto, rotante senza strisciate lungo pareti loro stesse esse certe, scivolate in senso opposto, a logica scomparse alle mie spalle, ricomparse ai primi margini del corridoio, dodici centimentri dentro, non più di dieci metri fuori, a contorno, certo si a scenografia, per necessità, per contenere il corridoio stesso lungo il quale la stupidità muove lentamente e io dietro di lei nei restanti nove metri e ottantotto centimetri.

Limiti

marco • 17 ottobre 2008 - 16:40
Brevis • In Italiano • Io o lui • Realtà — Tags: ,

Schiaccio la realtà in un barattolo di latta, dodici d’altezza sei di diametro.
Ne avanza sempre un poco, poi chiudo.

Campo radioattivo

marco • - 00:29
In Italiano • Osservando — Tags: , , , , ,

Qualche non morto, in compagnia di parenti e cadaveri (stessa specie in differenti stati di decomposizione) si contende il campo radioattivo, una volta arena di spettacolari incontri, ora putrido immondezzaio evitato con ribrezzo da topi, piccioni e gabbiani.

G.

marco • 12 ottobre 2008 - 14:43
In Italiano • Sull'amore — Tags: , , , , ,

Quando i girasoli ballavano nel vento
e i risvegli erano dolci come la luce del mattino

quando il tuo profumo era un viaggio senza tempo
e il tuo sguardo, uno sguardo antico

quando le tue paure erano le mie
e il vuoto che ti oscurava lo sguardo
era il vuoto che mi stringeva lo stomaco

quando le colazioni al bar dell’angolo erano dolci ritorni al mondo
e quando mille baci non bastavano per salutarci

quando stare assieme era una gioia che spazzava il mondo
e quando la vita ci benediceva al nostro passare

quando il nostro cammino era una avventura senza ma e senza perché
e quando le parole erano una porta su un altro mondo.

Quando i girasoli ballavano nel vento
eri la vita, eri il sogno
eri il futuro che mi conduceva per mano.

Attesa

marco • - 02:33
In Italiano • Sull'amore — Tags: , ,

Me la immagino scorrere davanti agli occhi
fluida, leggera
cotone e lino bianco.
La fermo con serenità in una qualsiasi strada del centro.
La stringo a me
con forza le chiedo di credere in me
mi risponde per due.
Seduto davanti ad un muro,
ampio
bianco
bianco smaltato
freddo nudo.
Sedia vuota tra me e il muro.
Lei non c’è
l’ho aspettata per ore guardando nel vuoto.
Sopra di me la caldaia si accende e si spegne
si accende e si spegne con regolarità.

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