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nomade e precario

Il piccione con il cappello

marco • 18 ottobre 2008 - 01:07
In Italiano • Realtà — Tags: , ,

Nel mio mondo figure si dividono stupidità e maleficio a favore dei restanti. Si spartiscono il piatto più ricco, data di scadenza sbiadita consunta dimenticata. A destra, un apparente mezzo secolo di donna incede lentamente. E’ un piccione, grigio e ondeggiante piccione dal silenzio equivoco di un cappello di velluto rosso. Osserva giusto il corridoio fronte a sé, un corridoio della larghezza di dodici centimetri che si chiude a imbuto seguendo il suo stesso dispiegarsi in ingannevole prospettiva. Non s’accorge che il suo ingombro, delimitato a sinistra da un sacchetto di plastica sorretto ondeggiante esso stesso e a destra dal gomito, angolato a condurre la mano in tasca, si infila senza pena nel corridoio visivo suo percorso. Non s’accorge perché accorgersene? Della larghezza della cassa toracica o del vuoto tra la nuca e la cima del cappello non si chiede né tantomeno si pensa. È, in quanto fragile armatura aperta sul fronte, dall’occhio sempre dritto nello stesso posto, rotante senza strisciate lungo pareti loro stesse esse certe, scivolate in senso opposto, a logica scomparse alle mie spalle, ricomparse ai primi margini del corridoio, dodici centimentri dentro, non più di dieci metri fuori, a contorno, certo si a scenografia, per necessità, per contenere il corridoio stesso lungo il quale la stupidità muove lentamente e io dietro di lei nei restanti nove metri e ottantotto centimetri.

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