Joseph Paul Jernigan
Ho recuperato questo vecchio pezzo che scrissi nel 2004 dopo aver letto lo splendido libro Ghiaccio blu di Pino Corrias.
Ghiaccio blu tratta della vita, morte e risurrezione di Joseph Paul Jernigan, un giovane che venne giustiziato mediante iniezione letale alle 12:31 del 5 agosto del 1993. Il suo cadavere venne sezionato e fotografato dal Visible Human Project e dalla University of Colorado School of Medicine per convertirsi nel primo grande atlante del corpo umano.
“…Lui ora sta nell’ovunque planetario di Internet. Non è più vivo, ma non è più nemmeno morto. Il suo corpo è stato eternizzato dai nuovi sacerdoti dell’era digitale. Che lo hanno analizzato, irradiato, ripulito, depilato, congelato, tagliato in quattro parti (perdendone 3,9 millimetri) e poi piallato. Digitalizzato numero per numero. Ricostruito grazie a una mezza dozzina di macchine ad alta tecnologia che gli hanno lavorato intorno, sopra e dentro, ma così velocemente che per partorirlo non hanno impiegato nove mesi, ma meno della metà.
Da questo punto di vista Joseph Paul Jernigan, trasformato in diciassette gigabyte, non è più umano. Ma ha a che fare con gli uomini. Non è inumano, ma ha a che fare con le macchine. Non è un cyborg e non è un fantasma. E’ reale e insieme virtuale…”











