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un italiano en camino

Escaleras

marco • 31 julio 2008 - 16:46
Contando •De la vida y de la muerte •En italiano — Tags: , , , ,

Le scale sono ripide, i gradini si susseguono alternando altezze e spessori. In larghezza cinquanta, forse sessanta centimetri. Quindici in profondità. Strofino la spalla destra sull’intonaco vecchio di decenni. Il tessuto ruvido raccoglie polvere e frammenti. Accumulo sporcizia con vanità, accolgo lordume gradino per gradino e me ne compiaccio. Non mi arresto, il percorso è lungo, o almeno così mi hanno detto. Non vedo la fine della scalinata, il buio la inghiotte, onesto e impietoso non concede speranze, facili promesse, riflessi d’opinione. Non ho fretta. Prolungo rallentando, convinto di un’infinita salita. Non ho fretta, lascio spazzolate d’intonaco alle mie spalle e buio ad accogliere i momenti di poco precedenti. Lascio che la polvere sollevata si depositi nell’oscurità e che tappeto diventi per un percorso che nessun occhio mai potrà svelare. Non ho fretta, no. Perché mai arrancare confondendo una meta certa con un percorso sconosciuto? Talvolta mi arresto, spossato. Appoggio la schiena alla parete e mi riposo. Capita di strofinare cotone grezzo in verticale, lungo il muro. Mi adagio sui talloni, rovesciandomi intonaco sulla testa, impolverandomi capelli e spalle. Momenti che scanditi appaiono regolari secondo un computo temporale prestabilito sono, lungo il percorso, distorsioni imprecise senza inizio né fine. Mi sono scoperto a ridere sguaiatamente, addormentato contro la parete. Testa china, ginocchia piegate, culo sporco. Non ricordo nulla di quei faticosi cedimenti. Sonni senza sogni, riposi senza ricordi. Solo sensazioni collose simili a racconti di vite estranee. Ho lasciato che il silenzio si riempisse di spesse certezze, convinzioni intime non necessarie ad espressione. Inutilmente confessabili, inconfutabili, stinte fuori, cariche dentro. Rialzarsi, non sempre è piacevole. Spesso faticoso, costretto dal tempo. Seduto su quel gradino, cinquanta forse sessanta per quindici di profondità, il tempo non scorre, mi aspetta. Non posso sperare che venga a mannaia. Non posso chiedergli di andare avanti, di precedermi che poi lo raggiungo. No, non posso. Mi sono rialzato spingendomi sul gradino successivo, altre volte sfruttando quello precedente. Solo al primo rialzarmi ho scosso la testa e strofinato capelli e spalle per ripulirmi dalla polvere. Un gesto dovuto ad un’idea.

Se interrumpió

marco • 30 julio 2008 - 22:00
Contando •En italiano — Tags: ,

Si interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembrava seccato dalla mia passività
un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odia parlare troppo – non molto, troppo -
e odia quando ad interromperlo
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:

Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembravo seccato dalla sua passività
ma non lo ero.
Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odio parlare troppo – non molto, troppo -
e odio quando ad interrompermi
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Poi tocca a lui:

Si interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembrava seccato dalla mia passività
un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odia parlare troppo – non molto, troppo -
e odia quando ad interromperlo
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:

Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembravo seccato dalla sua passività
ma non lo ero.
Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odio parlare troppo – non molto, troppo -
e odio quando ad interrompermi
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Poi tocca a lui:

Un punto di partenza

marco • 29 julio 2008 - 13:33
De la vida y de la muerte •En italiano •Observando •Yo o él — Tags: ,

La necessità di un punto di partenza.
A fuoco.
Da qualche parte poserai lo sguardo
anche solo per capire dove poggi i piedi.
Osservare un punto fermo non brucia, non ustiona.

Provo a dirti
apri gli occhi e non curarti del buio.
Osserva il buio, il nulla dietro di te.
Parole queste
nate per dare corpo a fantasmi.

Pallidi riflessi di penombra
scacciati da una luce improvvisa.

Mi cuerpo

marco • 28 julio 2008 - 14:53
En italiano •Yo o él — Tags: , ,

Il mio corpo
osserva strisciante silenzio
cerca legge e misura
nel limite antico
immerso

sapere tutto
sapere tutto
sapere tutto

voglio sapere tutto.

Il corpo esteso.

Ma non saprò nulla.

(Barcelona, 2005)

Medianoche

marco • 26 julio 2008 - 15:39
En italiano •Momentos •Yo o él — Tags: , , ,

Io qui sono!
Eppur debole, di facile oblio
sfuggo al ricordo di una libertà anelata
e nell’aria densa d’estate
mi consumo.

(Barcelona, 2008)

Noche de verano

marco • 25 julio 2008 - 21:23
En italiano •Momentos •Observando — Tags: , ,

Un silenzio denso d’immagini
sudario d’incertezza
si distende in me.

Estate che tutto avvolge
guida di giorni storditi
dolorosa e sfuggente attesa.
Sono un sospiro che la notte quieta.

(Barcelona, 2008)

No tengo palabras para ti

marco • 22 julio 2008 - 21:49
De la vida y de la muerte •Del amor •En italiano — Tags: ,

Le parole come acqua
scorrono libere
sfondano argini
portando con sé
flussi di vita
ricordi che alla fonte nascono
per arrivare al mare

le parole come acqua
inondano
travolgendo uomini e cose
ricoprendo vita e morte
come tutt’uno sono
come tutt’uno diventano

le parole come acqua
spengono tutti i fuochi.

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