Oggi i citofoni mi hanno parlato attirando insistentemente la mia attenzione. Hanno cercato di comunicare con me nei modi a loro più congeniali. Ed io ho parlato attraverso i citofoni, ho cercato di dirmi qualcosa senza che me ne accorgessi.
Oggi comunico tra me e me cortocircuitando.
Si interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembrava seccato dalla mia passività
un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odia parlare troppo – non molto, troppo -
e odia quando ad interromperlo
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:
Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembravo seccato dalla sua passività
ma non lo ero.
Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odio parlare troppo – non molto, troppo -
e odio quando ad interrompermi
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Poi tocca a lui:
Si interruppe dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembrava seccato dalla mia passività
un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odia parlare troppo – non molto, troppo -
e odia quando ad interromperlo
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Rompo il ghiaccio, ora tocca a me:
Mi interruppi dopo aver parlato per mezzora senza interruzioni.
Sembravo seccato dalla sua passività
ma non lo ero.
Forse un po’ imbronciato per questo fiume di parole.
Odio parlare troppo – non molto, troppo -
e odio quando ad interrompermi
non è un cauto avvertimento
ma un fastidioso sbadiglio.
Poi tocca a lui: